Uno sboom a Cinque stelle
Giorgio Napolitano ha commentato con pacata ironia il presunto “boom” delle liste Cinque stelle, osservando che di boom memorabile c’è solo quello economico degli anni Sessanta. Riportare la riflessione politica, quanto mai necessaria, ai dati di fondo della situazione senza farsi abbacinare dalla sopravvalutazione mediatica di fenomeni tutto sommato marginali è sempre una buona norma.
23 AGO 20

Giorgio Napolitano ha commentato con pacata ironia il presunto “boom” delle liste Cinque stelle, osservando che di boom memorabile c’è solo quello economico degli anni Sessanta. Riportare la riflessione politica, quanto mai necessaria, ai dati di fondo della situazione senza farsi abbacinare dalla sopravvalutazione mediatica di fenomeni tutto sommato marginali è sempre una buona norma. Lo è in particolare in una fase assai delicata, che richiede una terapia economica rigorosa, uno sforzo assai arduo per la crescita e una riforma della politica e delle istituzioni per renderle in grado di reagire in modo tempestivo a eventi che si avvicendano con ritmo tumultuoso.
Napolitano ha invitato non solo i partiti, ma anche i cittadini a questa riflessione matura e consapevole sui problemi del paese, che non possono essere liquidati da qualche sberleffo e da qualche imprecazione. Il tema sottolineato dal presidente è quello della governabilità, che è l’esatto contrario dell’antipolitica e che richiede serietà di comportamenti a tutti, a cominciare naturalmente dai partiti cui spetta l’onere di realizzare riforme che la favoriscano (la governabilità), indipendentemente dall’interesse immediato di ciascuno. L’unico antidoto all’antipolitica è la buona politica, che soprattutto in una fase tanto critica deve saper guardare al di là della polemica quotidiana. Nessuno può fare promesse miracolistiche, il lavoro di risanamento dell’economia e di ammodernamento delle strutture politiche è indispensabile e richiede tenacia e competenza. Il richiamo del Quirinale è esigente e preciso, proprio perché guarda ai temi sui quali debbono misurarsi, qui e ora, le forze politiche responsabili. Il problema non è Beppe Grillo ma la situazione nazionale ed europea ed è su quella che cittadini e partiti sono chiamati a pronunciarsi.